I topini di Natale

Racconto per bambini
Età consigliata: dai 2 anni

I topini di Natale

A Betlemme c’era una vecchia stalla, dove viveva Remus, il bue. Il terreno era cosparso di erba e paglia. In un angolo una mangiatoia, dove Remus era solito mangiare. Quella era la stalla dove sarebbe nato il bambino Gesù; ma quando l’arcangelo Gabriele scese dal cielo e diede un’occhiata alla stalla, disse: “Remus, come puoi vivere in un posto così? Tra tanto disordine e tanta sporcizia, Gesù non può venire al mondo. Ti chiedo gentilmente di mettere ordine e rendere la stalla più accogliente!”

Remus fissò l’arcangelo con i suoi grandi occhi rotondi, e continuò a mangiare. A Remus piaceva tanto la sua stalla e, secondo lui, poteva rimanere così.

L’arcangelo Gabriele avrebbe voluto mettere tutto in ordine, ma le sue mani erano fatte di luce, quindi non poteva farlo! Chi poteva aiutarlo? In quel momento sentì un sussurro tra la paglia e, quando si voltò per vedere cosa fosse, scoprì un topolino che lo guardava da un piccolo buco che si trovava in un angolo della stalla. Il topolino aveva visto l’arcangelo e ora chiamava i suoi figli in modo che potessero vedere l’apparizione celeste.

Allora l’arcangelo si rivolse ai topolini e disse loro: “Cari topolini, mi volete aiutare a sistemare la stalla perché tutto sia pulito per quando nascerà Gesù?”. Il topolino e la sua famiglia non si fecero pregare: uscirono rapidamente dal buco e si arrampicarono per tutta la stalla per afferrare un filo di paglia e portarlo fuori, poi tornarono veloci per afferrarne un altro. E filo dopo filo, in poco tempo la stalla era pulita e ordinata, con tutte le cose al loro posto. Persino Remus, il bue, pensava che la sua casa fosse molto più bella adesso!

L’arcangelo Gabriele volle congratularsi con i topolini e disse loro: “Per avermi aiutato con tanta diligenza, d’ora in poi sarete i Topolini di Natale, e quando nascerà il bambino Gesù sarete i primi a poterlo vedere.”

Da allora, tutti i topolini del mondo aspettano con ansia l’arrivo del Natale.

E cosa accadde poi?

Finalmente, dopo un lungo viaggio, Giuseppe e Maria arrivarono a Betlemme. Erano esausti e persino il loro asinello, che li aveva accompagnati per tutto il tempo, era stanco. Dove potrebbero trovare una stanza e un letto per la notte? Passavano di porta in porta, bussavano qua e là, ma nessuno li voleva a casa, perché erano poveri e non avevano abbastanza soldi per permettersi una stanza. Ad ogni porta ricevevano la stessa risposta: “Fuori di qui! In casa mia non vogliamo mendicanti.”

Era già notte e ancora camminavano su e giù per tutte le strade del villaggio. L’asinello camminava stanco accanto a loro, stupito dal fatto che da nessuna parte gli era stato offerto un giaciglio per la notte. Alla fine videro una casa alla fine del villaggio. Era una locanda con una vecchia stalla in mezzo al cortile, e una piccola luce che brillava, che li catturò. Senza speranza, e convinto che qui non gli avrebbero dato una stanza, Giuseppe bussò alla porta. Quando la porta si aprì, il rumore di molte persone gli fece supporre che la locanda fosse piena, e così pensò che non li avrebbero accolti.

Ma Titus, l’oste, li guardò con simpatia, perché si accorse subito che erano molto stanchi e avevano bisogno di riposare. Si grattò la testa e borbottò per se stesso: “Cosa posso fare? Qui ci sono due umili viaggiatori molto stanchi accompagnati da un asinello, e hanno bisogno di un posto per dormire, ma ho la locanda piena di gente. La gente dorme anche sulle panche!”

Pensosamente percorse con il suo sguardo il cortile ben curato, e improvvisamente i suoi occhi brillarono alla vista della stalla e della luce accesa di una candela, che egli non ricordava di aver acceso. “Non è un posto molto spazioso o accogliente” disse, “ma almeno avrete un tetto che vi coprirà stanotte. Inoltre, avrete un sacco di paglia per farvi un letto dove dormire.”

Era proprio la stalla dove viveva il bue Remus, quella stalla che i topolini avevano ripulito e ordinato con tanta cura, il posto dove una candela brillava senza che nessuno l’avesse accesa.

Finalmente Giuseppe e Maria avevano trovato un alloggio, nel quale anche il loro asinello, che li aveva accompagnati a Betlemme, avrebbe potuto riposare. Il bue Remus era molto contento della compagnia.

E dunque, arrivò il Natale.

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