Storia di una topina coda lunga che spiccò il volo – Agosto

Storia di una topina coda lunga che spiccò il volo

Storia di una topina coda lunga che spiccò il volo

Era il pomeriggio di una giornata di piena estate, tra le roverelle.
Il sol leone batteva forte e generoso mentre i vigneti cominciavano a donare i loro succosi frutti.
Sul sentiero delle roverelle, una giovane topina coda lunga decise di fare una bella passeggiata all’ombra dei grandi alberi.
Ad accompagnarla, solo il canto d’amore delle cicale.
Tutto intorno a lei appariva immobile e come assopito, quando un suono diverso dal monotono frinire e che sembrava provenire dal cancello della casina tra le roverelle, catturò la sua attenzione.
La topina cautamente si appropinquò.
Avvicinandosi sempre più non solo capì che il suono proveniva dalla buca delle lettere, ma le fu presto chiaro che non si trattava di un “suono” ma di un “verso”: il pigolio di piccoli uccellini affamati.
Storia di una topina coda lunga che spiccò il volo

Così arrampicandosi sul tronco di una roverella lì accanto, riuscì a raggiungere la buca delle lettere che si presentava proprio come una piccola casina rossa, con il tetto, la scritta “posta” (a scanso di
equivoci), la porticina e una stretta fessura nella quale il postino inseriva la posta.
Ebbene, la topina raggiunse il ramo più vicino alla fessura e vi guardò dentro.
E fu così che li vide: un gruppo di cinque piccoli uccellini, ormai prossimi a lasciare il nido, che pigolavano affamati con i loro grandi becchi spalancati.
Il cuoricino della nostra piccola amica si strinse di compassione e tenerezza nel vedere quei cuccioli pigolare così disperatamente, in cerca di cibo.
Così il suo cuore le suggerì di recarsi al rovo poco più in là per raccogliere una grande mora per i piccoli affamati.

Al suo ritorno, offrì il dolce pasto ai piccoli impazienti, dividendo il frutto in tanti pezzettini.
Per pochi istanti calò il silenzio, i piccoli sembravano tranquilli e sazi. La topina ne fu felice e soddisfatta, così pensò di lasciarli riposare. Se ne sarebbe tornata a casa a raccontare dell’insolito
incontro alla sua famiglia.
Ma non appena scese dalla buca delle lettere, i piccoli uccellini ricominciarono il loro straziante lamento.
La topina coda lunga, corse nuovamente al rovo, e portò loro un’altra mora.
E poi un’altra ancora.
Finalmente, sul far della sera, stanchi e con il pancino pieno, i piccoli amici si quietarono e si addormentarono.
La topina questa volta, rimase lì ancora un po’, assicurandosi che Morfeo li avesse accolti in un totale abbraccio.
Poi si allontanò, con cuore sereno ed infinitamente grata per i piccoli amici, che nonostante ghiotti di piccoli insetti e larve, avessero apprezzato anche delle semplici, dolci more.

Storia di una topina coda lunga che spiccò il volo

Il mattino seguente, la nostra topina coda lunga, di buon’ora si recò al rovo di more, per raccogliere una mora per la colazione dei suoi piccoli amici. Poi, si diresse al nido.
Arrivata ai piedi del cancello della casina tra le roverelle, notò subito qualcosa di strano: l’insistente pigolio non si udiva più e ai piedi della buca delle lettere giacevano tante soffici piume color cenere.

Allarmata la topina si arrampicò sulla roverella, raggiungendo la fessura della buca delle lettere e scoprì che il nido era vuoto.
Ma non ebbe nemmeno il tempo di realizzare l’accaduto che qualcuno le atterrò accanto, fermandosi
con grazia ed eleganza.
“Cara topina. Mi presento, sono mamma codirosso e sono qui per ringraziarti. Hai nutrito i miei piccoli in mia assenza, con dovizia e amore. Grazie di tutto cuore, mia piccola amica”.

La topina accennò un timido sorriso a mamma codirosso. Poi alzò lo sguardo su un ramo più in su e li
vide, i suoi piccoli amici, uno accanto all’altro, entusiasti e trepidanti per le loro prime ore di volo.

Storia di una topina coda lunga che spiccò il volo
“Vorremo tanto poterti ringraziare per il tuo gesto pieno di compassione e tenerezza. Così, su consiglio dei miei piccoli, mi piacerebbe invitarti a trascorrere un giorno in volo con noi”.
La topina ancora incredula annuì e si accomodò sul dorso di mamma codirosso e…voilà!
Volarono sull’amato viale delle roverelle, per poi attraversare uliveti e vigneti. Sorvolarono il castello e la pineta tutt’intorno.
La nostra piccola topina coda lunga, in volo, assaporò un’indescrivibile sensazione di libertà e gioia.
Ormai al crepuscolo, l’allegra compagnia scelse di ristorarsi con le dolci more del grande rovo per poi congedarsi con soffici e piumati abbracci.
Torna in alto